Crociera in Croazia 2019

Le settimane che precedono il momento di salpare per la crociera estiva in barca a vela, sono ricche di ansie e timori. Permane in noi, quella sensazione di inadeguatezza e di non essere all’altezza di affrontare eventuali difficoltà.

Puntualmente, al rientro, lo stato d’animo è sempre lo stesso: un grandissimo entusiasmo. Entusiasmo per aver visitato posti magnifici, per aver trascorso 20 giorni a contatto con la natura affianco alla persona che ami, condividendo momenti che rimarranno per sempre.

Sono 22 i giorni trascorsi a bordo,  di cui 16 passati in rada e i restanti in marina. Abbiamo percorso circa 690 miglia, visitando luoghi con caratteristiche completamente diverse, passando dalla caotica città storica di Dubrovnik, alla visita del parco naturale di Lastovo.

Il resoconto che leggerete è frutto di giornate all’insegna della totale libertà di andare dove si vuole, come si vuole, assecondando unicamente i nostri desideri, nessuna pianificazione se non dettata dal meteo.     

LA PARTENZA

Suona la sveglia, è ancora buio ma sappiamo che a breve inizierà a schiarirsi,  usciamo in mare dirigendo la prua su Umago. Approdiamo nella zona franca qualche ora dopo, il tempo necessario per le pratiche di ingresso, prelevare qualche Kuna e siamo nuovamente in mare. Quest’anno per 22 giorni abbiamo pagato 130€ tra ingresso e tassa turistica

Il vento si fa attendere fino all’inizio del pomeriggio, quando si alza un bel Maestrale che accompagna la nostra discesa dell’Istria regalandoci un bel lasco ad oltre 5 nodi di velocità.

Ma quanto è bella la vela e quante emozioni trasmette? Non fai in tempo ad abituarti ai ritmi della crociera che ti accorgi di aver percorso 65 miglia e di essere all’ingresso dell’Aci marina Veruda. In pochissimo tempo siamo ormeggiati, paghiamo il posto per la notte,  rabbocchiamo la tanica di benzina e siamo in piscina per un bagno.

Soddisfatti ma stanchi, non abbiamo voglia di cucinare, ci concediamo una cenetta al ristorante del marina, due risotti al nero di seppia, un fritto misto e 3 birre medie 40€ in due.  

L’ATTRAVERSATA DEL QUARNARO

L’indomani alla buon’ora siamo in piedi, pronti per affrontare l’attraversata del Quarnaro. Appena usciti incrociamo una piccola barca a vela che procede nel senso opposto al nostro,  dalle linee sembra un Viko23. Siamo intenti a mettere a segno le vele e spegnere il motore che non ci facciamo caso, ci limitiamo a salutare l’equipaggio che ricambia.

Facciamo tutta la attraversata con una mano di terzaroli alla randa e fiocco pieno fino a Susak, dove il vento cessa quasi del tutto costringendoci a procedere a motore. La navigazione trascorre tra gavettoni e bei momenti di vela, quando a pomeriggio inoltrato prendiamo un gavitello a sud dell’isola di Skarda. Faccio un bagno, ci sono circa 15 metri d’acqua e pur essendo quasi sera i colori sono incantevoli.

LA PRIMA RADA E NUOVAMENTE VERSO SUD

Siamo su un’ isola praticamente deserta, non ci sono schiamazzi, auto o clacson, sentiamo solo la risacca del mare e le cicale. Tutto questo sotto una  stellata magnifica godendo dell’intimità che solo la barca, la nostra barca, è in grado di regalarci.

Ci svegliamo all’alba, i primi giorni sono i più duri per due dormiglioni come noi. Per ora del vento nessuna traccia, proseguiamo con il motore  a poco più del minimo viaggiando a quasi 5 nodi, nel frattempo prepariamo la colazione. 

Consultiamo i portolani, Elena trova una bella baia a sud dell’isola di Pasman, si chiama “Landin”, ci sono sia i gavitelli che lo spazio per poter ancorare, decidiamo di dirigerci li. A metà pomeriggio, siamo al gavitello, bagno e relax in pozzetto accarezzati da una brezza fresca di Maestrale.

E’ il 6 Agosto, come consuetudine prima di partire controlliamo i meteo. Per il giorno successivo è previsto un Sud Est dai 25 ai 35 nodi, la rada dove siamo ora è esposta, decidiamo quindi di scendere verso sud e fare tappa a Kaprije, goderci qualche tuffo nelle acque turchesi delle sue baie e verso sera, con calma, ripartire per raggiungere il marina di Kremik.

Trascorriamo in marina due notti,  cogliamo l’occasione della sosta per testare una nuova Konoba che seguiamo su Instagram. E’ la sera del 7 prenotiamo tavolo e Peka di Agnello alla Konoba “Saricevidvori” dove arriveremo alle 20.30, scoprendo di avere un tavolo riservato in una splendida veranda in legno, con una vista mozzafiato sul mare. Poco sotto c’è il proprietario con che cucina alla brace le specialità del locale. Oltre alla Peka, ordiniamo una bottiglia di rosso locale e una insalata. La location è spettacolare e la Peka strepitosa.

  Una serata romantica, accompagnata da ottimo cibo e buon vino, pur non essendo esagerate le porzioni ci alziamo dal tavolo soddisfatti, anche quando è il momento di pagare il conto. 85€ , di cui 30 sono per il vino, non proprio poco per le nostre tasche ma ne è valsa assolutamente la pena.

Il 9 Agosto salpiamo che è ancora buio, oggi la nostra meta è l’isola di Vis dove prenderemo un gavitello a mezzogiorno. Bagnetto, pranzo, riposino e si cala in acqua il tender.

Carichiamo la tanica della benzina e facciamo il giro della baia per andare a fare un rabbocco, successivamente scenderemo a terra per visitare il paese e mangiarci un bel gelato.

La sera ceniamo a bordo, dopo cena come digestivo beviamo un goccio di Zacapa XO accompagnato da un pezzo di cioccolato fondente. Nel frattempo facciamo il briefing sulle possibili mete dei prossimi giorni, un nome spicca su tutti, il parco naturale di Lastovo. I nostri sguardi si incrociano sfociando in un sorriso, ormai è chiaro a tutti e due, domani rotta sull’isola delle Aragoste!

L’ISOLA DELLE ARAGOSTE ALL’ORIZZONTE

L’arrivo a Lastovo ha quel non so che di magico. Immagino che per chi legge può sembrar ridicolo, ma ci sentiamo come degli esploratori che miglia dopo miglia vedono definirsi i contorni, i colori e i profumi dell’isola che hanno sempre sognato di raggiungere, veramente emozionante!                                   

Entriamo in baia e notiamo un sistema di gavitelli che non abbiamo mai visto, ci affianchiamo all’armatore di un Grand Soleil battente bandiera Italiana e chiediamo come funziona, gentilissimo ci indica come fare. Al pomeriggio arriva il gommone del parco per riscuotere la tassa d’ingresso.

La giornata trascorre piacevolmente tra bagni, relax ed una grigliata strepitosa sotto una stellata indimenticabile. 

Essere a poche miglia dall’isola di Miljet ci invoglia a continuare la discesa verso sud, è una meta che ha sempre stuzzicato il nostro interesse, su tutte spicca la baia di Saponara, della quale ho sempre visto fotografie molto interessanti.

E’ proprio li che il giorno dopo dirigiamo la prua e che entriamo alle 14, alle 14.05 siamo nuovamente in mare, purtroppo non è selvaggia come ce la immaginavamo. Indecisi sulla meta successiva tra una chiacchera e l’altra siamo a poche miglia da Dubrovnik dove alle 17.30 circa, Mon Etap sta costeggiando le mura storiche.

DUBROVNIK E L’APPRODO DEL RE

E’ uno spettacolo che ricorderemo a lungo, arriviamo fin quasi all’interno del porto della città vecchia per scattare qualche fotografia.

Alle 19.30 terminiamo l’ormeggio all’ACI marina, è lunedì e il porto è praticamente vuoto, ci facciamo un tuffo serale nella piscina aperta h24 e torniamo in barca per cenare. Domani ci prenderemo la giornata per visitare la città vecchia (bellissima). 

Il 13 Agosto siamo pronti per ripartire, Mon Etap passa sotto il ponte di Dubrovnik, iniziamo a risalire per abbassare i ritmi, anche se fino ad ora 40/50 miglia al giorno non ci stanno minimamente pesando.

Io vorrei fermarmi a Miljet mentre Elena è più propensa a ritornare a Lastovo, per fare una visita dell’isola. Decido di accontentarla, del resto a Miljet possiamo scendere il prossimo anno. Arriveremo in baia il pomeriggio e prenderemo uno dei tanti gavitelli disponibili.

LASTOVO, MARE E TERRA

Sono previsti per la mattina temporali, che puntualmente arriveranno e ci sveglieranno alla buon’ora. Esco in coperta ancora addormentato per controllare che sia tutto ok,  noto l’anemometro fisso sui 25 nodi e la pioggia che inizia a cadere con forza, rizzo tutto, controllo che il tender sia ben fissato, così anche i pannelli solari. A prua abbiamo già la doppia cima, quindi torno a letto a godermi lo scrosciare dell’acqua sulla tuga e il vento che inclina la barca.

Terminato il temporale, dopo una ricca colazione caliamo il tender in acqua, montiamo il motore e scendiamo a terra, contattiamo un taxi, concordando una tariffa di 20€ andata e ritorno per il centro.


Visitiamo il paese e i porticcioli della costa nord dell’isola, a metà pomeriggio ritorniamo al tender, carichiamo la spesa che lasciamo su Mon Etap e proseguiamo con il gommoncino l’esplorazione della costa.

E’ ferragosto, ripartiamo alla volta di Vis per continuare la risalita. Usciamo dalla baia con pochissimo vento ma con onda fastidiosa, procederemo così fino alle 14. Gradualmente inizia a crescere vento e mare, prendiamo una mano, poi due, poi avvolgiamo il fiocco, da li a poco il mare monta e ci troviamo a fare bordi, con la barca che viaggia sui 6 nodi e l’anemometro fisso sopra i 27 nodi.                                                                                
Siamo tranquilli, indossiamo le cerate, i giubbetti e proseguiamo di bolina per raggiungere l’isola di Vis. Con questo mare i bordi che facciamo sono piuttosto piatti e all’imbrunire riusciamo a ridossarci sottovento all’isola. Il vento soffia sempre sopra i 25 nodi, decidiamo di tentare l’approdo in notturna nella baia di Vis, anche se questa scelta ci esporrà al mare e al vento per circa 6 miglia. Procediamo a vela con 2 mani e fiocco rollato. Per tranquillità preferisco accendere il motore e tenerlo al minimo per aiutare il più possibile Mon Etap a contrastare il mare.

L’ARRIVO IN NOTTURNA A VIS

E’ calato il buio,  ci orientiamo con i fari e con il cartografico, non appena usciamo dal ridosso le onde riprendono ad essere importanti ma ci abbiamo fatto l’abitudine. L’unica vera fonte di preoccupazione che mi rende teso è sperare di non prendere nell’elica una delle boe dei pescatori, che spesso vedo sfilare affianco alla barca. Con il senno di poi avrei dovuto spegnere il motore e proseguire a vela, non è stata la scelta giusta, ci è andata bene ed è tutta esperienza che si matura solo facendo miglia.

Entriamo in baia alle 22.10, è incredibile quanto non appena ridossati dal mare i 20 nodi sembrino nulla. Ci attrezziamo per una ipotetica presa di gavitello, in caso contrario daremo fondo in 15 metri. Prepariamo la torcia, luci a batteria in testa e illuminazione rossa in cabina per non infastidire gli occhi. La rada è quasi del tutto piena, al secondo giro di ricognizione vedo un ombra a pelo d’acqua, è un gavitello!!! Lo illumino per indicarlo a Elena e da li a poco è nostro!

La barca è cosparsa di sale, così come lo siamo noi, siamo stanchi ma soddisfattissimi. Ceniamo, scaldiamo dell’acqua con la pentola e facciamo una bella doccia bollente, c’è risacca e vento ma sembra di essere fermi, dormiremo come sassi.

VERSO ZIRIJE

Il  giorno successivo non c’è vento, carichiamo una tanica di benzina e di acqua sul tender e andiamo al distributore. Alle 10 siamo in mare con destinazione Zirije, anche per oggi alcuni siti danno un rinforzo nel pomeriggio sui 25 nodi, ma se così fosse dovremmo essere abbastanza ridossati e non avere troppa onda, alle 14 il vento sale e si attesta sui 22/25 nodi.

La barca è molto sbandata, prendiamo due mani e rolliamo il fiocco per navigare più confortevoli e scarrocciare meno, del resto navigare molto sbandati non serve a nulla. Arriviamo in baia alle 20.40 con un 10/12 nodi di vento e troviamo tutti i gavitelli occupati, ancoriamo in 10 metri d’acqua, doccia e super grigliata accompagnata da un buon rosso fatto in casa!!! 

L’indomani al largo delle isole Incoronate ci fa visita un delfino che si mette a giocare con la nostra prua, riusciamo a filmarlo senza disturbarlo, esperienza davvero emozionante. 

Bellissima giornata di vela con un bel Maestrale, decisamente meno vigoroso dei giorni scorsi che ci fa fare mille bordi per risalire. Siamo in compagnia di altre 3/4 barche, tutte più grandi, procediamo assieme fino all’isola di Rava, dove noi ci fermeremo al gavitello per la notte.

IL MARE DI OLIB

E’ il 18 di Agosto e vorremmo fare tappa a Sakarun dove ogni anno, almeno un giorno, lo trascorriamo volentieri. Le previsioni incerte prevedono bora da Mercoledì e non vogliamo restare bloccati nel Quarnarolo per poi dover fare tutto di corsa. Lunedì dobbiamo essere al lavoro, dirigiamo quindi su Olib dove testiamo per la seconda volta il drone.                                  Mille bagni, foto e colori spettacolari, al pomeriggio ci sposteremo per la notte sull’isola di Silba dove alla sera scendiamo per un aperitivo e fare scorta di frutta e pane. 

La tappa del giorno successivo è il canale di Ilovik, sono solo 10 miglia. Abituati a medie ben più allegre decidiamo di goderci appieno il poco vento che c’è,  quindi poppa piena e andatura a farfalla. Mon Etap viaggia a tre nodi e mezzo, in un mare piatto e colorato di un blu cobalto intensissimo.                                 

Durante il tragitto intravediamo una Hallberg Rassy 26, si chiama Normandy, il nome ci dice qualcosa, facciamo mente locale e ricordiamo che è di una simpatica famiglia che seguiamo su Youtube.

Ci avviciniamo, ci salutiamo e facciamo alcuni scatti che pubblicheremo nel nostro video. Arriviamo in baia a Ilovik, prendiamo il gavitello e trascorriamo la giornata in totale pace, anche quest’anno per un motivo o per l’altro non scenderemo a terra.

L’indecisione regna sovrana, non sappiamo se aspettare la botta di bora da questa parte oppure se attraversare il Quarnaro e fermarci uno o due giorni a Veruda. Elena propende per la via più sicura e preferisce togliersi il pensiero e attraversare oggi il Quarnaro, piuttosto che rischiare di dover aspettare Sabato o addirittura domenica, sono d’accordo anche io e dirigiamo su Veruda.

L’ATTESA DELLA BORA

Siamo al gavitello, sono  35/40  i nodi previsti per il pomeriggio del giorno successivo, il ragazzo che riscuote i soldi ci suggerisce di spostarci nei gavitelli più vicini al fondo della baia e quindi più ridossati, ci rassicura sulla bontà del gavitello, comunque scendo a controllare. Aspetteremo questa botta di vento da 40 nodi invano (per fortuna). Alla sera impastiamo la pizza, verrà un capolavoro, ne inforniamo più del dovuto per pranzarci anche il giorno successivo.  

Ultima tappa del nostro viaggio è Novigrad, i meteo danno tempo incerto con alte probabilità di temporali e ci fermiamo qui. L’acqua non è certo quella della Dalmazia ma questa tappa cuscinetto ci permette di rilassarci e riprendere lentamente il contatto con gente e la vita di tutti i giorni.                                                                    Ci farà visita qualche temporale leggero e degli acquazzoni, che laveranno la coperta di Mon Etap dal sale, non ci disturbano.                                         

E’ giunto il momento di rientrare, la crociera ormai è al termine, sarà una lunga smotorata, durante la quale vediamo una tartaruga marina che purtroppo non riusciamo a fotografare. Entriamo in porto a Lignano subito dopo pranzo con una graditissima sorpresa. Max, Barbara e Emily ci stanno aspettando al posto barca e ci faranno compagnia per un bel bagno e una granita fronte mare! 

TIRANDO LE SOMME

Come sempre per noi il problema è mollare gli ormeggi, poi quando siamo in mare entriamo in una dimensione totalmente diversa, siamo tesi ma in pace con noi stessi e non vorremmo più rientrare. Quando siamo obbligati a farlo abbiamo già da subito la testa al lavoro per immaginare il prossimo viaggio. Con questo crociera in barca a vela abbiamo raggiunto e superato le 2000 miglia in mare, siamo ancora acerbi e insicuri ma ci stiamo lavorando!!!

Per ora spuntiamo i posti raggiunti e pianifichiamo le prossime rotte!

Buon vento Elena e Filippo  

Se vuoi leggere il racconto della crociera in barca a vela dello scorso anno clicca qui

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