Organizzare la linea d’ancoraggio

 

Nel 90% dei casi, un buon ancoraggio dipende da come si effettua la manovra, se si rispettano il rapporto tra  profondità e quantità di catena filata e a questo aggiungiamo qualche piccolo accorgimento nello svolgere la manovra siamo a buon punto. Ma organizzare la linea d’ancoraggio che possa affrontare condizioni impegnative e poi svolgere la manovra in modo scorretto non ci consentirà una permanenza tranquilla nella nostra rada. In questo articolo illustreremo come NOI ci siamo organizzati, se dovete organizzare la vostra linea d’ancoraggio vi consiglio di leggere i numerosi testi che si trovano in vendita e farvi una vostra idea.

Iniziamo facendoci alcune semplici domande:

  • La barca che possiedo è dotata di salpa ancore? Che tipo di barca possiedo?
  • Qual’è l’utilizzo principale che faccio della mia barca?
  • Dove navigo solitamente?

La mia barca ha salpa ancore? Che barca è?

Su una piccola barca a vela come la nostra Etap24i è impensabile predisporre una linea composta unicamente da catena, poiché andremmo ad appesantire eccessivamente la prua, peggiorando  l’assetto di navigazione e quindi le prestazioni.

Inoltre su barche a vela di queste dimensioni, difficilmente avremo un salpa ancora, quindi saremo obbligati a fare le manovre a mano. Il nostro consiglio, su barche così piccole, è di adottare una linea mista, formata da uno spezzone di catena ed uno di tessile di adeguata dimensione.

Che uso faccio della mia barca?

Fare uscite giornaliere o crociera è diverso. Se utilizziamo la barca per brevi uscite o per il bagnetto, potremo limitare al minimo la quantità di catena da tenere a bordo a vantaggio della leggerezza dell’imbarcazione e della facilità di recupero al momento di salpare.

Se invece facciamo crociera, è bene pensare che alla linea d’ancoraggio viene affidata la nostra sicurezza e quella delle barche e delle persone che sono ancorate sottovento. Per questo motivo solitamente chi fa crociera è più propenso ad imbarcare quanta più catena possibile, abbinata nel caso ad un buon tessile. Il tessile oltre a pesare meno della catena avrà la funzione di ammortizzare i movimenti della barca, riducendo lo stress delle attrezzature di bordo e aumentando il confort dell’equipaggio.

Dove navigo solitamente

Ora che abbiamo un quadro generico, possiamo ragionare sulle caratteristiche dei luoghi che siamo soliti frequentare

  • Qual’è la profondità media dove effettuo i miei ancoraggi? La regola base per gli ancoraggi con bel tempo è di filare tanta catena quanta è l’altezza del fondale moltiplicata per 3/4 volte. Questa semplice regola ci aiuterà ad indirizzarci sulla lunghezza totale della nostra linea d’ancoraggio, per esempio se ancoreremo in 5 metri d’acqua fileremo circa 15/20 metri di calumo. E’ chiaro quindi che identificare le zone di navigazione è fondamentale, altrettanto chiaro è che dare fondo in 3/5 metri è ben diverso che dare fondo in 10 metri d’acqua, in quest’ultimo caso dovremo avere una linea d’ancoraggio ben più lunga. (Con l’aumentare del vento è bene aumentare il rapporto tra fondo e catena filata)
  • Che tipo di fondale incontro solitamente? Oltre che per la scelta dell’ancora, la tipologia di fondale è importante per indirizzarci sul giusto rapporto tra quantità di catena e tessile che comporranno la nostra linea d’ancoraggio. Le zone che presentano fondali con scogli sommersi, lamiere o altri detriti ci indirizzerà sulla scelta di una linea che avrà una buona quantità di catena (che difficilmente si logorerà a contatto con gli scogli ed oggetti taglienti). Se invece ancoriamo spesso su sabbia e su fondali bassi potremo accontentarci di uno spezzone di catena più corto e una quantità di tessile maggiore.

Per la nostra Etap24i cosa abbiamo scelto? 

Nel nostro caso gli ancoraggi avvengono nel 90% durante la crociera estiva, fino ad oggi svolta lungo le coste della Croazia. La nostra barca è leggera e sprovvista di salpa ancora e quasi sempre diamo fondo su fondale sabbioso o comunque in rade dove il portolano indica la presenza di un fondo buon tenitore. La profondità è spesso sulla linea batimetrica dei 3/5 metri e ricordando la regola (che con il bel tempo) è bene filare almeno 4 volte l’altezza del fondale ci troviamo spesso a filare almeno 20 metri di calumo.

Per questo motivo abbiamo organizzato la nostra linea d’ancoraggio principale in questo modo:

  • 25 metri di catena da 8mm. (sovra dimensionata ma avendo poca catena abbiamo preferito tenerla più pesante per dare una giusta inclinazione di lavoro alla linea d’ancoraggio)
  • 35 metri di cima da 14 mm (sovradimensionata ma avevamo uno spezzone di cima nuovo che avanzava da una bobina)
  • grillo a cetra Wichard da 8mm/10mm (non risparmiate sulla qualità dei grilli utilizzati per la linea d’ancoraggio e controllateli ad ogni ancoraggio)
  • snodo Kong per catene da 8/10 mm ( più avanti valuteremo anche i Wasii che ci dicono essere molto buoni, ma anche più costosi)
  • ancora Kobra 10Kg

Come avrete letto, facevo accenno alla linea d’ancoraggio principale, infatti per l’utilizzo in crociera siamo soliti avere una linea di scorta che teniamo nell’ampio gavone a centro barca. Questa scelta può sembrare assurda su una barca piccola come la nostra, ma l’abbiamo ereditata dall’ex armatore di Mon Etap, istruttore di vela a Caprera, persona molto preparata e capace. Nel nostro caso non abbiamo scelto una linea tale e quale alla principale ma un backup così formato:

  • 15 metri di catena da 6mm
  • 30 metri di cima da 14mm
  • grillo a cetra Wichard da 8mm
  • snodo Kong per catena da 8mm
  • ancora Fortress Alluminio

La linea d’ancoraggio principale e pesante la imbarchiamo unicamente nel periodo della crociera. Il resto dell’anno per il day sailing nelle zone limitrofe a Lignano, imbarchiamo la linea d’ancoraggio leggera  abbinata ad una Fortress bulldog da 2 kg in alluminio, ancora dalle prestazioni fenomenali su sabbia.

Buon Vento

Filippo