Sailing in Croatia 2017

Lo scorso anno, complice qualche problema al motore, il quale successivamente ci ha abbandonato definitivamente, non abbiamo navigato molto, arrivando così alla vigilia della nostra crociera estiva in piena crisi di astinenza da navigazione.

Salpiamo i primi di Agosto, sperimentando la nostra prima navigazione notturna, navigare di notte verso la meta delle vacanze è una esperienza davvero emozionante. La prima tappa è Umago, dove abbiamo fatto le pratiche di ingresso e successivamente decidiamo di puntare direttamente alla baia di Medulino, dove arriveremo a sera tarda con 75miglia alle spalle. Ancoriamo in rada stanchi ma soddisfatti, giusto in tempo per goderci uno splendido tramonto in compagnia di un aperitivo e qualche stuzzichino.

Baia di Medulino

L’indomani attraversiamo il Golfo del Quarnaro, complice un bel vento che ci spinge in poppa piena a più di 5 nodi, decidiamo di puntare direttamente sull’Isola di Silba, dove alle 17 prendiamo un gavitello e ci godiamo un bel bagno rigenerante. Passeremo la serata osservando una stellata magnifica, sorseggiando uno Zacapa Xo fenomenale.

In rada a Silba

In due giorni, sono quasi 120 le miglia percorse, abbiamo tanta voglia di navigare e quindi ci spingiamo ancora a sud, così il terzo giorno alle 11 di mattina, siamo al gavitello a Sakarun, sull’isola di Dugi Otok. I bagni e lunghe passeggiate in spiaggia, non si contano, ci godiamo la quiete e il relax che solo la barca è in grado di offrire. Alla sera scendiamo con il tender a terra per un aperitivo e torneremo a bordo a cucinare una buonissima piadipizza. (avremo modo di spiegarvi di cosa si tratta nei prossimi articoli)

bagno a Silba
Sakarun beach

Ci svegliamo alla mattina di buon’ora, studiamo la meteo dei giorni successivi, il tempo sembra stabile, alle 7 abbandoniamo il gavitello diretti a sud, l’intenzione è di scendere dal versante orientale di Dugi Otok. La navigazione, per la prima parte della giornata, procede quasi completamente a motore. A mezzogiorno arriviamo a Zaglav dove contiamo oltre 40 barche in attesa di fare rifornimento. Nel frattempo la brezza preannunciata dai siti meteo, puntualmente si alza e così senza esitazione, issiamo randa piena e fiocco e continuiamo la nostra discesa verso le Isole Incoronate procedendo a 4 nodi. Ci fermiamo all’isola di Zut, nel campo boe adiacente all’Aci marina, dove, complice l’inesperienza, paghiamo 40€ di gavitello per una notte, scopriremo successivamente non essere del marina ma di un ristorante.

Isole Incoronate

Alle 6 del giorno dopo siamo in mare, lo spettacolo è di quelli che tolgono il fiato, ci godiamo l’alba sulle Isole Kornati e nel frattempo osserviamo dei delfini giocano a pochi metri da noi. Siamo indecisi su dove mettere la prua, decidiamo per Sibenik. Vorremmo fermarci per visitare la città , in realtà faremo rifornimento e scapperemo dal caldo torrido e dall’afa che in quei giorni è stata da record. E’ mezzogiorno e siamo senza meta, tra un bagno alla traina e l’altro, in poche ore siamo davanti a Rogoznica. Troviamo a pochi metri dalla spiaggia, un gavitello libero.

Sibenico
Rogoznica

Nei giorni successivi, complice l’arrivo del brutto tempo ci spostiamo al Marina di Kremik, che mi sento di consigliare per servizi e per la vicinanza alla città di Primostein, che ci è piaciuta davvero molto. E’ a Primostein alla Konoba Torkul che scorpriremo la Peka, un piatto tipico della Dalmazia, a nostro avviso una prelibatezza, oggi assaggiamo quella di Polpo, accompagnata da due birre medie ghiacciate.

kremik marina
trasparenze in marina
peka di polpo
Capocesto

Il meteo continua a dare condizioni in peggioramento a sud dell’istria e Quarnarolo, mentre a sud della nostra posizione è stabile. Di restare in marina tutto il tempo non ne abbiamo voglia, così scegliamo di andare a visitare qualche altro posto, molliamo gli ormeggi e salpiamo senza meta, ci fermeremo a Spalato, una città storica a nostro avviso davvero bella. C’è moltissima gente e trovare un posto per mangiare qualcosa di tipico è praticamente impossibile, ci accontentiamo di un trancio di pizza e torniamo a piedi al marina, una bella passeggiata sul lungo mare. Il giorno successivo, pagati i 70€ della sosta (a distanza di mesi sono ancora sotto shock), iniziamo a risalire a nord, torniamo quindi al marina di Kremik. Di giorno facciamo bagni nelle calette vicine, al pomeriggio beviamo qualcosa al bar e alla sera facciamo qualche passeggiata in città a Capocesto, in fin dei conti non possiamo andarcene senza assaggiare la Peka di agnello!!!

Spalato
Split
Palazzo

Finalmente passa la perturbazione, qui da noi nulla di che ma a nord ha fatto danni, qualche tromba d’aria e sul litorale dell’alto adriatico temporali violentissimi con raffiche ad oltre 70 nodi. (La stazione del vento del Marina Punta Faro ne ha registrati 63). Passato il maltempo, decidiamo di ripartire verso nord, facciamo una media dei vari siti meteo e ci aspettiamo durante la giornata al massimo un 25 nodi all’altezza di Zut e così sarà. Facciamo una bellissima navigazione a tutta tela fino a Zut dove siamo costretti a prendere una mano e ridurre il fiocco. L’anemometro segna 26 nodi costanti di apparente, gli schizzi in coperta non si contano, stiamo giocando con un Bavaria 50 a darci precedenza facendo bordi per risalire verso nord. All’altezza di Telascica, l’equipaggio del Bavaria ci saluta e cambia rotta per entrare nel parco delle Incoronate, noi puntiamo verso l’isola di Rava. Oggi abbiamo percorso 65 miglia di pura vela, praticamente tutta di bolina. Siamo stanchi, ci assicuriamo ad un gavitello.

a vela tra le isole Incoronate

Il giorno dopo puntiamo su Silba, arriviamo a metà pomeriggio, scendiamo a terra con il sommergibiltender, abbiamo voglia di provare qualche konoba, ma l’intenzione sarà vanificata dall’impossibilità di trovare un posto libero, tutto già prenotato. Facciamo rifornimento di generi alimentari e ci cuciniamo uno stinco con purè da far invidia agli chef stellati.

tramonto Silba

Le previsioni ci avvisano che tra 2 o 3 giorni la situazione dovrebbe peggiorare nuovamente, così di prima mattina salpiamo da Silba diretti a Veruda. Arrivati alle bocche del Quarnaro siamo indecisi se attraversare, in lontananza sembra volersi formare un temporale, tutti i siti e meteomar sono concordi e non prevedono nulla, decidiamo di affidarci alla tecnologia e infatti nulla di fatto. Alla sera saremo a Veruda, ad attenderci c’è l’equipaggio di Bijou. Io ed Elena, stanchi dalla giornata di mare e dopo una doccia ghiacciata (forzata) al marina di Veruda, usciamo a cena. Ci facciamo una scorpacciata di pesce, al nostro ritorno una grappetta in pozzetto con Anna ed Andrea, l’equipaggio di Bijou.

Veruda

La prossima tappa è Novigrad, città che a noi piace, arriviamo a metà pomeriggio e prendiamo un gavitello. L’acqua del mare non è più quella a cui siamo abituati, ma un bagnetto non ce lo toglie nessuno, alla sera ci facciamo una piadipizza elaborata! L’indomani, dopo essere sbarcati con il tender per fare colazione al bar, riceviamo il messaggio di Luca e Fabry, i vicini di barca, che ci propongono, per la sera, una cena a base di pesto fatto in casa e birra belga artigianale, non si può rifiutare un invito di questo tipo, quindi andiamo a far documenti e mettiamo la prua in direzione Lignano Sabbiadoro. Arriveremo alle 18.30, ad accoglierci ci saranno i nostri vicini pronti per stappare la prima birra ghiacciata, hanno appena acquistato il frigo… bisognerà pur testarlo!

Novigrad
rada a Novigrad

In definitiva abbiamo trascorso 19 giorni di crociera, complice il fatto che durante la primavera e l’estate non abbiamo navigato a causa del motore che faceva i capricci ci siamo dati da fare e recuperato la veleggiate perse. Abbiamo percorso quasi 550 miglia in 19 giorni di cui 6 fermi per maltempo e fatto esperienze nuove, tra cui la navigazione notturna che consiglio a tutti. Il motore che faceva le bizze? Sostituito a metà settembre con un nuovo Yamaha HT da spinta con 2 cavalli in più… ma di questo ne parleremo in un altro articolo!

canale di Lignano Sabbiadoro

Buon vento