Sergio ed Eliana neo-armatori di “MIA”

Con grande piacere pubblichiamo il racconto di Sergio ed Eliana, due amici da poco armatori di una bellissima Etap24i “MIA”.

“E’ la fine di Aprile del 2017 ed ho un chiodo fisso: e’ arrivato il momento di spingerci in una nuova avventura….. e rifletto sull’acquisto della nostra prima barca.

Passo con la lente d’ingrandimento diversi siti e annunci; cerco tra i vari porti e circoli nautici, con la volontà di assecondare una nostra grande passione sia per la vela che il mare!
La mia idea è di trovare una barca sui 6/7 metri circa, che ci possa garantire un compromesso tra autonomia e prestazioni, pensando di tenerla sul Lago di Como, ( quindi vicino a dove abitiamo ), per poi in futuro trasferirla sulle coste della riviera Ligure.
E’ cosi che inizia tutto: trovo degli annunci interessanti e provo un paio di Barche, sono attratto sia dal First 211 che dal 21.7: contatto , provo e contratto con diverse persone ma non scatta la scintilla sino a quando propongo a mia moglie di passare a visitare un cantiere dove avevo intravisto su un invaso uno scafo interessante.
Con sorpresa scopro che il cantiere e’ di un ragazzo che conosco un certo Marco, (anni prima avevo partecipato con lui ad un paio di regate d’altura) e proprio mentre visitiamo la famosa barca sull’invaso, mia moglie legge sulla bacheca del cantiere “vendesi ETAP 24i “
Nasce spontanea la curiosità di vederla e ci accordiamo per una visita la settimana successiva; nel frattempo tornando a casa iniziamo a pensare alle varie differenze tra le due barche.
Confesso che all‘ inizio da parte mia non c’è stato un grande interesse …delll’ETAP, conosco solo la storia del cantiere a grandi linee…
Mia sull’invaso
Alla prima visita in acqua la troviamo in discrete condizioni e la definiamo interessante; ne seguirà una seconda e dopo tre settimane passate a ricercare informazioni e opinioni su internet, a leggere vecchi articoli su giornali francesi ci imbattiamo nel vostro blog che ci fa trarre la nostra conclusione: si e’ lei il mezzo adatto a noi! e alla fine decidiamo per l’acquisto.
Il passo successivo e’ stato quello di stilare una lista dei lavori da eseguire nonché la ricerca del motore perchè mancante, passiamo un mese circa tra preventivi cataloghi e materiale vario da comprare, ed infine trovo un motore di un privato, un Mercury 8cv accensione elettrica in buono stato ( unica pecca il peso circa 40Kg,) .
Nel mese di maggio organizziamo l’alaggio e i lavori in cantiere, facciamo installare: un WC marino, un piano cottura con impianto e bombola a GAS, un impianto 220V con carica batteria, sostituiamo l’imbottitura della cuscineria e altri piccoli lavori.
Con la carena lucida e la prima mano di antivegetativa, facciamo sostituire il cordame usurato, il motore viene installato, e finalmente arriva il momento di incominciare a prender confidenza con lei….
“Mia” in tutto il suo splendore
Siamo a metà di luglio e un sabato mattina entra in acqua rialberata e lucente pronta per esser armata; ma quel giorno ci sono circa 35 nodi di vento teso, e ciò fa slittare al giorno successivo il trasferimento nella sua nuova base, il Porto di Colico.
Partiamo con quel timore reverenziale per le cose che non si conoscono o forse per l’emozione, la navigazione è praticamente un grande bordo al lasco sino all’ imboccatura del porto: ci sono circa una ventina di nodi lei scivola dolce e stabile, in poco tempo percorriamo le otto miglia dal cantiere al Porto.
Nelle settimane successive sarà tutto un susseguirsi di viaggi per portare materiale, capire come organizzarci …ma possiamo finalmente dire ben arrivata MIA,! …..si perche più di tante altre cose sentiamo che questa barca ci appartiene profondamente e decidiamo di chiamarla così.
Durante le vacanze estive riusciamo a farci una decina di giorni, tra piccoli lavoretti e brevi uscite giornaliere per verificare se tutto è a posto, e constatare con grande soddisfazione che il motore lavora e parte come un orologio svizzero.
Regolazioni di fino
Passa l’autunno e MIA ci regala delle giornate di buona navigazione, prendiamo confidenza e girovaghiamo nella parte nord del Lago di Como che ben conosciamo, con la neve arrivano i primi piccoli inconvenienti: decidiamo di passare il capodanno al Lago e di sfruttare le ore centrali e più calde della giornata per fare qualche uscita, ma in realtà ci ritroviamo con la barca a mollo nel vero senso della parola.
Presumibilmente a causa del grande freddo e del ghiaccio, saltano le guarnizioni in silicone e le viti che tengono un candeliere di poppa ….ed il bottazzo che corre lungo tutta la barca ha fatto infiltrare sotto coperta una ottantina di litri di acqua.
“Mia” sotto la neve
In poche settimane riportiamo la barca in cantiere per sistemare il problema; MIA e’ già tornata al suo posto e cosi riprendiamo le nostre navigazioni.
Per ora rimangono giornaliere in attesa che arrivino belle giornate di primavera per poter sfruttare la barca al massimo.
Buon Vento.
Sergio Eliana e MIA.”